Conficcate nello stomaco
- lapidi -
sono le mie parole suicide.
Si buttano giù dal burrone
che separa la mia mente
dal mio stomaco.
Poche sono quelle che la lingua riesce a salvare
traducendole in nuvolette di vapore
(d’inverno posso anche vederle).
Negli orari d’apertura cimiteriale
faccio loro visita
ad alcune porto fiori
ad altre
il gesto d’un bacio lanciato.
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