culi di auto
culi di moto
e motorini.
Culi di ambulanze
che rincorrono sirene.
Culi di pedoni
culi di piccioni.
Piccioni coraggiosi.
Culi di pullman farciti
molto, nell’ora di punta.
Culi di tram,
guizzi di colore
non provenienti da tubi
maimeri.
Per terra
neri impacciati che restano grigi
lungo i muri
grigi sognanti
marroni tronco d’albero
con la lingua a penzoloni
pressati costantemente dal nero.
Nero cattivo.
Verdi ostinati che gridano
a lembi di cielo.
Cielo color armani
non dolce&gabbana.
Gridolini di colore
provenienti da bombolette spray
da tende di balconi
e poi ancora urla.
Urla sobbalzanti di clackson
urla di freni
frenati all’ultimo istante
urla di accelerazioni
urla di imprecazioni
pesanti come la puzza
puzza di tubi di scappamento
dai quali non si può scappare.
Puzza d’asfalto
smollacciato al sole
puzza estiva
puzza invernale
niente puzza di mezze stagioni
si sa, non esistono più.
E poi ancora culi
culi di strade
culi di cani
a volte di gatti
culi di carrozzine
con piccole mani.
Mani.
Mani grandi,
le mie
saldate al manubrio
che nascondono gambe
le mie
che premono forte
sui pedali che fan girare le ruote
ruote della fortuna
fino ad ora sfacciata!
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